Perchè no?

Sono sempre stato in mezzo a mille fogli scarabocchiati di disegni assurdi, tanto (apparentemente confusionari) quanto pregni di una creatività tutta particolare. Mi ricordo che da piccino la maestra non ne poteva più della mia testa bassa a scarabocchiare disegni che solo io capivo.

Sono sempre stato in mezzo a mille fogli scarabocchiati di disegni assurdi, tanto (apparentemente confusionari) quanto pregni di una creatività tutta particolare.

Mi ricordo che da piccino la maestra non ne poteva più della mia testa bassa a scarabocchiare disegni che solo io capivo.

Mi chiamava, ma nemmeno l’ascoltavo, tanto ero assorto nel mio mondo.

Passano le elementari, poi le medie e il liceo.

Vado all’Università e scelgo Ingegneria, non poteva che essere così visto che i disegni infantili nel corso degli anni lasciavano sempre più spazio a leve, calcoli, ingranaggi e così via.

Cinque anni volati in un attimo, andata benissimo.

Mi si apre dinanzi il futuro.

La mia ragazza, i miei, gli amici dei miei, tutti a dirmi di accettare l’offerta di quella multinazionale che non mi ha fatto nemmeno uscire dall’università, che già mi offriva un posto di lavoro.

A quel colloquio ci ero andato, cavolo, non potevo farmi sfuggire quell’occasione.

Ma quando ci sono andato, ho respirato un’aria che non era quella che avevo sentito sin da piccino, quando la mia testa era a 15 cm dal foglio.

Non era l’odore della carta e della mina sul foglio, era odore di futuro, di sogno, di imprese eroiche.

A metà colloquio me ne sono andato, è stato più forte di me.

Ho visualizzato la mia strada.

Più chiudo gli occhi e più la vedo.

Devo solo prendere fiato, chiudere i pugni e prendere il coraggio.

A casa mi aspettano la mia ragazza e i miei.

Mi chiedono del colloquio…rispondo bruscamente che non è la mia vita.

Che voglio trovare un’investitore che finanzierà la mia idea che rivoluzionerà il mondo.

All’unisono esce dalle loro bocche un “Ma perché?”.

Io non apro nemmeno la mia, sono semplicemente i miei occhi a parlare: “Perché no?”

Metti al tuo polso “Perché no?”

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